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fiabe e psicologia

Come leggere una fiaba

febbraio 7, 2016

Oggi ho pensato di dedicare un post all’importanza del COME si legge una fiaba ad un bambino.

Ebbene sì,perché una fiaba non basta semplicemente leggerla o raccontarla, ma chiaramente affinché questa diventi un vero momento di condivisione tra chi la racconta ed il bambino che la ascolta è necessario far attenzione anche agli aspetti meta-linguistici, quali l’intonazione, le pause, il timbro e la mimica facciale.

Per capire la differenza tra una fiaba letta con gli occhi ed una fiaba letta con il cuore provate voi stessi a leggere queste poche righe, dapprima leggendo in maniera normale e successivamente dedicando attenzione alle piccole pause ed ai cambiamenti necessari del tono di voce: ” Cappuccetto Rosso allora disse al lupo travestito da nonna: << Oh nonna, ma che occhi grandi che hai!>> ed il lupo rispose << oh nipotina mia, ma è per mangiarti meglio uahauah>>.

Che ne dite? Scommetto che proprio perché questo è un frammento famosissimo della fiaba di Cappuccetto Rosso spontaneamente lo avrete letto con una precisa intonazione. Ecco, è proprio questa intonazione che deve caratterizzare tutti i vostri racconti.

Un bambino quando ascolta una storia la immagina, alle parole associa delle immagini, ricrea nella propria mente lo scenario della storia ascoltata ed è per questo motivo che chi racconta una storia deve essere così bravo da dare al bambino la possibilità di immedesimarsi nella storia ascoltata, di far sembrare lui di essere stato diretto spettatore di quella data storia.

Noi lettori di fiabe per i più piccini dobbiamo allora sapere che le nostre pause, le nostre facce, la maggiore o minore velocità di lettura di certe scene, l’abbassamento o innalzamento del tono della nostra voce stimola l’immaginazione e l’immedesimazione del bambino rispetto alla storia ascoltata, solo così la lettura di una fiaba può avere senso, può essere utile al bambino per provare ed imparare a gestire le diverse emozioni suscitate, per costruire quei ricordi che una volta grandi i bambini ricorderanno con tanto affetto e nostalgia.

Pensate alla frase di prima, tratta da Cappuccetto Rosso, la maggior parte di noi la ricorda con una precisa intonazione proprio perché è così che ce l’hanno alla nostra età raccontata. Ma la ricorderemmo ancora oggi se chi ce l’avesse raccontata avesse semplicemente letto una sequenza di parole, senza arte né parte?

Ecco in questo sta la differenza tra leggere con gli occhi e leggere con il cuore e se vogliamo creare con i nostri figli, alunni, nipoti ecc un momento davvero speciale è questo tipo di lettura che noi dobbiamo adottare (la rima finale è voluta proprio perché in tema :p).

legge_papa

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